Ipertermia
 

L'ipertermia si è imposta nel corso di questi ultimi anni come la vera novità nel campo della termoterapia endogena. Il termine Ipertermia è stato associato in maniera sempre più stretta e rigorosa ai concetti di grande efficacia di riscaldamento in profondità e di grande accuratezza nel controllo della distribuzione della temperatura nei tessuti.

Dagli effetti scientificamente provati del calore ad una somministrazione controllata di energia termica.

Gli effetti dell’innalzamento termico locale (aumento del flusso sanguigno, innalzamento della soglia del dolore, riduzione dello spasmo muscolare, aumento della estensibilità) rendono ideale l’inserimento dell’ipertermia in un programma riabilitativo e l’associazione con l’esercizio terapeutico.

Il calore trasferito ai tessuti direttamente dall'esterno per conduzione e convezione (sorgente esogena) non ha capacità di penetrazione, quindi  per  andare  in  profondità è necessario  ricorrere ad  una sorgente endogena, cioè una forma di energia adatta a raggiungere l'interno dei tessuti per poi convertirsi in calore.

 

   

La sorgente esogena abbatte la temperatura in prossimità della superficie, dove ha un forte potere stabilizzante; quindi, a parità di temperatura superficiale, la sorgente endogena può esser fatta operare a potenza molto maggiore che in assenza di raffreddamento. Così il calore viene portato più in profondità e la curva ipertermica risultante è molto più dolce e prevedibile di quanto si può ottenere con una sola sorgente. La possibilità di controllare la profondità della zona di massimo riscaldamento regolando la temperatura del liquido di raffreddamento e la potenza dell'energia elettromagnetica permette di produrre e programmare la dose di calore corretta per la patologia e per il paziente.

In particolare l'Ipertermia trova indicazione nelle seguenti patologie: Muscolari: Contratture, Contusioni, Elongazioni, Lesioni di I grado, Lesioni di II grado, Miositi
Tendinee: Tendinite, Peritendiniti (Tendinite dell'achilleo, del rotuleo, della cuffia dei rotatori del capo lungo del bicipite brachiale), Tenosinoviti ( morbo di De Quervain, sindrome di Dupuytren), Tendinopatie inserzionali ( epicondilite, epitrocleite, sindrome degli Ischio-crurali, sindrome Retto-adduttoria (pubalgia), Lendinosi.
Osteo-Cartilaginee: Contusioni, Distorsioni, Elongazioni Artrosi (gonartrosi, lombartrosi, cervicoartrosi, coxartrosi, rizoartrosi) Periostiti Fratture da stress Esiti di Fratture Sesamoiditi.